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Nuovo trend: il running “a piedi scalzi”!

Un ritorno al running naturale, ci rieducherebbe a correre nel modo giusto unendo molteplici benefici, per il benessere e per il divertimento!

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Diventato per molti una sana abitudine settimanale, il running di oggi è completamente cambiato da quello delle origini con l’attivazione di muscoli e movimenti decisamente diversi che, se effettuati scorrettamente, possono causare fastidi e traumi alle articolazioni.

Se volessimo attribuire le responsabilità di alcuni dolori alle ginocchia o alla schiena, sappiate che anche le scarpe sono tra gli indiziati principali. Devono certamente essere di qualità, ma in un qualche modo pare che anche l’eccessiva comodità delle scarpe, che negli anni ha fatto grandi progressi in fatto di ammortizzazione, ci porta ad un’azione considerevolmente distante dalle tecniche originarie della corsa. Se è vero che le sneakers  ci hanno in parte salvato da parecchi infortuni, è altresì vero che in modo involontario hanno modificato il nostro approccio alla corsa, introducendo movimenti più familiari e assimilabili a quelli della camminata.

Il Jogging “a piedi scalzi” è una variante estrema. Ma vediamo perché un ritorno ad un running più naturale potrebbe fare bene al nostro corpo!

Partire dai fondamentali: l’appoggio

L’appoggio è la base da cui partire ed è quello che fa la differenza tra la camminata e la corsa. Nel primo caso in fase di atterraggio tocca terra per primo il tallone, mentre nel secondo l’avampiede.  Il problema riscontrato da chi corre a livello amatoriale, è quello di usare erroneamente sin dall’inizio la parte posteriore del piede. Con l’ aggiunta di scarpe troppo strutturate e ammortizzate, come quelli oggi in commercio, la situazione non fa che peggiorare. Se fino a una trentina di anni fa i professionisti  adoperavano scarpe molto basse e sottili in grado di sollecitare i piedi a ricevere più stimoli possibili e inviarli al cervello per attivare i giusti meccanismi, oggi gli impulsi percepiti da chi usa modelli ultra moderni risulta spesso troppo debole per permettere il corretto svolgimento dei movimenti.

Natural running: alcuni accorgimenti

Tutti possono cimentarsi nel natural running, semplicemente acquistando scarpe da corsa ribassate dal profilo sottile, in vendita nei comuni negozi. Essendo abituati a correre nel modo più diffuso con scarpe ammortizzate, è necessario un allenamento rieducativo specifico e un training progressivo. Pochi chilometri alla volta da praticare su erba o tapis roulant, mantenendo testa alta, collo e schiena dritti. Lo sguardo deve essere proteso in avanti, le ginocchia semi piegate, senza dimenticare di spingere delicatamente il busto in avanti, per sostenere meglio la parte anteriore del piede rispetto a quella posteriore. L’approdo alla variante naturale non è immediato, occorre il tempo necessario e un po’ di pazienza prima di riuscirci e sentirsi “naturali” 😉

Per i più estremi c’è il Barefoot

Come per i nudisti la cultura del corpo libero è una vera filosofia di vita improntata al contatto con la natura, lo stesso vale per i cultori più estremi del running. Questi ultimi puntano a praticare questa disciplina a piedi scalzi, godendo del richiamo e della totale vicinanza con la terra. Correre senza scarpe offre sicuramente importanti vantaggi. Ad esempio un netto miglioramento della postura grazie ai molteplici segnali che il piede nudo invia all’organismo ,soprattutto ad un livello più avanzato, quando si passa dal natural running al barefoot. Invece per chi è alle prime armi è meglio non strafare, ma concedersi solo pochi minuti al giorno. Una volta trovato il proprio ritmo e assestata la pianta del piede, niente potrà più impedirvi di percorrere intere maratone a piedi nudi!

E voi proverete una corsa più natural? Potreste iniziare con qualche piccola sessione di corsa sulla spiaggia, ne abbiamo già parlato in questo articolo … Buon divertimento! 😉

Redazione

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