
I farmaci dimagranti di nuova generazione ti aiutano a perdere peso riducendo la fame e facendoti sentire sazio prima. I più efficaci, negli studi clinici, hanno portato a una perdita media tra il 15% e il 20% del peso corporeo in poco più di un anno. Come tutti i farmaci anti obesità, sono pensati per adulti con obesità o con sovrappeso associato ad altre patologie e vanno sempre prescritti dal medico. Hanno però anche qualche lato meno noto: effetti collaterali soprattutto intestinali, il rischio di perdere massa muscolare e la tendenza a riprendere peso quando si smette. Per questo mangiare bene, con le giuste proteine, fa davvero la differenza.


Se ne parla ovunque: in TV, sui social, tra amici. Ma funzionano davvero? E cosa devi sapere prima di pensarci? In questa guida ti spieghiamo in modo semplice come agiscono, per chi sono indicati e come prenderti cura della tua alimentazione durante il percorso.
A cosa servono i farmaci dimagranti
I farmaci dimagranti servono a trattare l’obesità e il sovrappeso che mette a rischio la salute a causa di patologie correlate, aiutando a perdere peso e a mantenerlo nel tempo. Non a caso i medici li chiamano farmaci anti obesità: non sono una scorciatoia per perdere qualche chilo prima dell’estate, ma una cura per una condizione riconosciuta come malattia cronica, multifattoriale e recidivante.
E i benefici vanno oltre la bilancia. Perdere peso aiuta glicemia, pressione, colesterolo e articolazioni. Per alcune categorie di questi farmaci, uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine ha mostrato anche un minor rischio di infarto e ictus nelle persone con obesità e problemi cardiovascolari.
Come funzionano i farmaci dimagranti?
I farmaci dimagranti più diffusi imitano gli ormoni che il tuo intestino produce dopo i pasti, in particolare il GLP-1, quello che dice al corpo «sono sazio». Agiscono su tre fronti:
- sul cervello, riducendo la fame e la voglia di cibo
- sullo stomaco, che si svuota più lentamente, così ti senti pieno più a lungo
- sugli zuccheri nel sangue, migliorando la risposta all’insulina
In pratica hai meno appetito, ti sazi con porzioni più piccole e ti viene meno voglia di spuntini. Attenzione però: il farmaco non «brucia i grassi», ti fa mangiare meno. Ed è proprio per questo che quel poco che mangi deve essere di qualità.
Tipologie di farmaci anti obesità
I farmaci anti obesità si dividono in 4 grandi famiglie, diverse per funzionamento, modalità di assunzione ed efficacia:
- Agonisti del recettore GLP-1: imitano l’ormone della sazietà e si assumono con una piccola iniezione sotto la pelle, ogni giorno o una volta a settimana.
- Doppi agonisti GIP/GLP-1: lavorano su due ormoni intestinali insieme e, a oggi, sono quelli con i risultati medi più alti sul peso. Iniezione settimanale.
- Farmaci ad azione centrale: compresse che agiscono sui meccanismi cerebrali della fame e del piacere legato al cibo. Efficacia più contenuta.
- Inibitori delle lipasi: compresse che riducono l’assorbimento dei grassi a livello intestinale. Effetto sul peso modesto.
E’ in studio un farmaco che lavora su 3 ormoni: triplo agonista GLP1/GIP/Glucagone.
Qual è quello giusto per te? Solo il medico può dirlo, valutando la tua situazione.
Chi può utilizzare i farmaci dimagranti?
Possono utilizzare i farmaci dimagranti gli adulti con un indice di massa corporea (IMC) pari o superiore a 30, oppure pari o superiore a 27 se c’è almeno un problema di salute legato al peso. Sono i criteri indicati nella guida AIFA sui nuovi farmaci per diabete e obesità, e tra le condizioni considerate ci sono diabete di tipo 2, pressione alta, colesterolo alto e apnee notturne (OSAS).
Per alcuni farmaci l’indicazione riguarda anche gli adolescenti con obesità, sempre sotto il controllo dello specialista.
Se invece sei normopeso o hai solo qualche chilo da perdere, non fanno per te. E non vanno usati in gravidanza, in allattamento e in presenza di alcune patologie che il medico valuta prima di prescriverli.
Il boom delle vendite dei farmaci anti obesità

Le vendite dei farmaci anti obesità sono letteralmente esplose, spinte dai risultati degli studi e dal tam tam di media e social. Secondo il Rapporto OsMed 2025 dell’AIFA, gli acquisti privati dei principali farmaci di questa classe sono cresciuti dell’85,7% in un solo anno, con una spesa salita del 75,8%.
Sempre più persone, insomma, li comprano di tasca propria in farmacia. Il rischio? Vederli come la soluzione magica e sottovalutare tutto il resto: alimentazione, movimento, controlli.
Cosa sapere prima di iniziare
Prima di iniziare ti servono una ricetta medica, la voglia di seguire un percorso lungo e la consapevolezza che il costo è a tuo carico. Ecco i punti da avere chiari:
- Serve sempre la prescrizione del medico di base o dello specialista, come endocrinologo o diabetologo.
- Non sono mutuabili. Quando vengono prescritti per perdere peso, questi farmaci non sono rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale e sono in classe C, quindi li paghi interamente tu.
- La dose si aumenta poco alla volta, nell’arco di settimane o mesi, per ridurre i fastidi.
- Hanno degli effetti collaterali: nausea, costipazione, diarrea, perdita di capelli, spossatezza…
- Non è una cura lampo: si parla di mesi, spesso di anni.
- Servono controlli regolari per verificare peso, esami, stato di salute generale
- Da soli non bastano: sono da associare a un’alimentazione equilibrata e a un po’ di movimento.
- E’ una terapia cronica.
Cosa aspettarsi durante la terapia
Durante la terapia puoi aspettarti un calo di peso graduale, più lento all’inizio, e qualche fastidio intestinale soprattutto nelle prime settimane. Nausea, senso di pienezza, diarrea o stitichezza e reflusso di solito migliorano con il tempo, ma possono tornare a ogni aumento di dose.
Con il passare dei mesi i risultati si vedono. Negli studi pubblicati sul New England Journal of Medicine, la perdita media è stata di circa il 15% del peso iniziale con gli agonisti GLP-1 e fino a circa il 20% con i doppi agonisti GIP/GLP-1, dopo circa un anno e mezzo. Ricorda però che sono medie: ognuno risponde in modo diverso.
Più rari come effetti collaterali, ma da conoscere, sono pancreatite, calcoli alla colecisti e disidratazione. Se noti qualcosa di insolito, parlane subito con il tuo medico.
Il rischio meno visibile: la perdita di massa muscolare
Quando dimagrisci con i farmaci non perdi solo grasso, ma anche muscolo. In uno dei principali studi clinici sugli agonisti GLP-1, nel gruppo di pazienti analizzato quasi il 40% del peso perso era massa magra.
Allo specchio non si vede, ma il corpo se ne accorge eccome. Meno muscoli significa: riduzione del metabolismo basale, meno energia, meno forza e più facilità a riprendere i chili persi.
Mangiando meno si va incontro anche a una malnutrizione a carico di vitamine e minerali
La buona notizia è che puoi proteggerli con due semplici abitudini: le giuste proteine a ogni pasto e un po’ di allenamento di forza, anche leggero, due o tre volte a settimana.
Cosa mangiare durante la terapia
Durante la terapia punta su pasti piccoli ma completi, con proteine a ogni pasto, tante fibre e acqua in abbondanza. Con meno appetito il rischio non è mangiare troppo, ma mangiare poco e male. Ecco qualche consiglio pratico:
- metti le proteine in ogni pasto, per proteggere i muscoli
- preferisci pasti piccoli ma completi, anche più frequenti
- non far mancare verdura, frutta e cereali integrali
- bevi almeno 2 litri d’acqua al giorno
- limita fritti e cibi grassi, che peggiorano la nausea
- mangia con calma e fermati ai primi segnali di sazietà
Approfondisci l’argomento con il nostro articolo dedicato:
Cosa mangiare durante dieta con farmaci GLP-1 e integrazione nutrizionale
Pesoforma come alleato durante la dieta con farmaci dimagranti
Pesoforma è al tuo fianco per aiutarti a mangiare in modo completo ed equilibrato anche quando la fame si fa sentire poco. Saltare i pasti o accontentarsi di uno snack al volo è la strada più breve verso stanchezza legata a un’assunzione non adeguata di micronutrienti e perdita di muscolo .
I pasti sostitutivi Pesoforma ti forniscono oltre ai carboidrati le proteine, fibre, vitamine e minerali in una porzione pratica, controllata e contenuta nelle calorie, perfetta per quei giorni in cui non hai voglia di cucinare o la nausea rende difficile affrontare un piatto tradizionale. E ti aiutano a mantenere un ritmo regolare dei pasti, uno dei segreti per risultati che durano.
Il nostro supporto continua anche dopo. Quando il medico decide di ridurre o sospendere il farmaco, puoi contare sui piani alimentari gratuiti di Pesoforma FitPlan: parti da quello dedicato al mantenimento per consolidare le nuove abitudini e proteggere i risultati che hai conquistato.
Vuoi un consiglio su misura? Sul sito Pesoforma puoi richiedere una prima consulenza nutrizionale online e gratuita. E ricorda: prima di cambiare alimentazione durante una terapia, confrontati sempre con il medico che ti segue.
Qual è il tuo piano alimentare ideale? Scoprilo iniziando il nostro quiz!
Scopri il FitPlan che fa per te




